Fucilazioni di massa di Ebrei in Unione Sovietica nell'estate 1941.



Da questa pagina si può accedere a tre immagini agghiaccianti, scattate dagli stessi Tedeschi, che documentano efficacemente la tecnica delle fucilazioni di massa in Unione Sovietica (solo a partire dall'estate del 1942 verranno attuate sistematicamente anche il Polonia).
Dopo aver fatto scavare agli stessi Ebrei enormi fosse, le vittime, dopo essere state fatte spogliare, vengono fatte salire sul bordo della fossa stessa (in alcuni casi vengono fatte entrare nella fossa) e qui vengono uccise con un colpo di pistola alla nuca o con una raffica di mitragliatrice.

Le fotografie mostrano chiaramente come i massacri fossero generalizzati (anzi: come colpissero preferibilmente le persone più deboli, la cui esistenza veniva ritenuta del tutto "inutile"): nella prima si vede un gruppo di Ebrei in attesa dei colpi che li uccideranno: una donna tiene in braccio un bambino, un'altra bambina è in piedi, presumibilmente accanto alla madre; nella seconda si vede un gruppo di uomini anziani e un bambino, subito prima dell'esecuzione. Nella terza, infine, i cadaveri contenuti nella fossa sono prevalentemente di donne. In ciascuna delle prime due foto è chiaramente identificabile un solo uomo giovane: nella prima, l'ultimo a destra, nella seconda quello che compare accanto al bambino.
Gli uomini in borghese visibili nella terza fotografia, tra i carnefici, sono probabilmente agenti della Gestapo che partecipano all'"azione".



n. 1
           
n. 2
           
n. 3


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